Le interviste del Vinitaly - LE CIMATE

Le interviste del Vinitaly - LE CIMATE

VinoNpertutti ha gironzolato per i padiglioni di Vinitaly a caccia dei nostri produttori, con lo scopo di fare due chiacchiere sulle loro cantine e su alcuni aspetti generali del mondo del vino, per farveli conoscere meglio.

Le Cimate

Abbiamo fatto due chiacchiere in compagnia di Paolo Bartoloni e della sua Magnum di Trebbiano Spoletino, alla scoperta della realtà della cantina Le Cimate, nel cuore dell’Umbria:

Paolo_Bartoloni_Le_Cimate

 "Paolo Bartoloni"

La vostra cantina è di recente fondazione (2011), tuttavia la vostra famiglia vanta parecchie generazioni di tradizione agricola. Come si conciliano nel vostro lavoro la freschezza d’impatto ed il background culturale di famiglia?

Il nonno (che di nome fa Paolo, come il nipote. ndr) è stato il trait d’union fra vecchio e nuovo. Ci ha passato la passione e tramandato la tradizione, che nella modernità viene attualizzata tramite la tecnologia. In particolare io ho frequentato la facoltà di agraria all’università di Perugia per poi creare una delle cantine più moderne del territorio del Montefalco. Siamo orgogliosi di avere l’autosufficienza idroelettrica ed essere all’avanguardia nella “green revolution”.

Parlando del vostro territorio, l’Umbria, in materia di vini subito si pensa al Sagrantino. Cosa c’è “oltre”?

Sicuramente il Grechetto, presente nella storia dell’Umbria come vitigno bianco; su cui però non ho puntato perché sono in troppi a produrlo. Sono stato invece uno dei primi produttori a credere nel Trebbiano Spoletino, caratteristico per il suo bouquet di profumi e adatto all’invecchiamento. È un vino che va prima conosciuto sul territorio ma è vendibile anche all’estero.

Parlando di estero, come valuta l’apertura ai mercati esteri, soprattutto extraeuropei ?

Con i mercati emergenti, soprattutto quelli asiatici, bisogna andare cauti, perché hanno i soldi ma non ancora la conoscenza e fanno ordini per quantitativi molto grandi. Un produttore medio-piccolo secondo me deve cercare mercati in diversi paesi, dividendo le vendite per spezzare il rischio.

Ritornando in cantina, posto il rispetto della tradizione, quanto contano le innovazioni tecnologiche nel settore produttivo?

Certo, la tradizione è importante, ma certe innovazioni, soprattutto per i bianchi, sono fondamentali. Grazie anche ai progressi di una tecnologia d’avanguardia ci siamo fatti conoscere con il nostro Trebbiano Spoletino. Danno una marcia in più.

vendemmia_le_cimate

Concentrandoci sul territorio e sul lavoro in cantina, quanto conta il lavoro in vigna? E parallelamente, quanto l’abilità dell’enologo?

Il lavoro in vigna conta per il 70% perché dal campo arriva la maggior qualità. Per il restante 30% si esprime l’enologo, inteso però come figura sempre presente in cantina, che conosce bene la chimica e fa analisi tutti i giorni; in particolare noi abbiamo un laboratorio all’avanguardia direttamente in cantina!

È secondo voi è importante far conoscere la vostra cantina? Fate delle giornate “a cantine aperte”?

Certo, noi abbiamo investito molto sull’incoming. Organizziamo ad esempio l’iniziativa “a tavola con il vignaiolo” che consiste in una cena presso la cantina con degustazione dei nostri vini. Abbiamo ampi spazi in cui ospitiamo anche ricevimenti di matrimoni. Queste iniziative sono sempre state molto apprezzate, abbiamo sempre fatto “il pienone”, anche con presenze di stranieri. In questi ultimi mesi siamo stati penalizzati dai mass media che hanno spaventato la gente con il pericolo di altri terremoti mentre in realtà la nostra tenuta non ha subito danni.

Ringraziamo la disponibilità e la spontaneità del signor Bartoloni, che ha condiviso con noi uno sguardo dall’interno sulla realtà della sua attività, senza celarcene un aspetto problematico come quello legato alle ripercussioni mediatiche dovute al terremoto. Siamo sicuri che i veri appassionati di Umbria, e soprattutto di vini di qualità, non si lasceranno scoraggiare da troppo facili allarmismi ma andranno alla scoperta della fantastica location de “Le Cimate”!

                                                           Intervista e articolo a cura di Fabrizio Matetich

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