Incontriamo gli amici de La Masera

Incontriamo gli amici de La Masera

Milano 2017 - Golosaria -
Incontriamo gli amici de La Masera 

Grattacieli nella nebbia

Mattinata veramente autunnale, tipica della Milano di qualche anno fa, dall’atmosfera ovattata con ancora la nebbia che avvolge i grattacieli poco lontani.

12 novembre. Sempre a caccia di novità, noi di VinoNpertutti siamo approdati a Golosaria

Golosaria_Ingresso


ed abbiamo colto l’occasione per intervistare, fra il serio ed il faceto, Alessandro e Marco della Cantina piemontese “La Masera”.


soci_La_Masera

R: Alessandro, Giancarlo, Davide, Sergio e Marco. Cinque amici per cinque ettari. Ognuno ha portato in dote il proprio?

Alessandro: (ride, ndr) No; ognuno aveva pochi vigneti, non arrivavamo nemmeno a farne uno di ettaro. Ognuno di noi aveva intrapreso una strada diversa, pur mantenendo una certa passione per il vino. Io per primo avevo suggerito a mio padre di espiantare la vigna perché a vent’anni dava troppo lavoro e avevo altri interessi per la testa. Invece arrivati i quarant’anni più o meno per tutti e cinque siamo andati a reimpiantare e abbiamo acquistato qualche vigneto, qualcun altro lo possedevamo già, altri ancora li abbiamo avuti da qualche signore anziano che non lo andava più a gestire e per la maggior parte abbiamo impiantato da zero.

R: Quindi non litigate?

A: Quindi non litighiamo. Al momento non abbiamo mai litigato, per l’ettaro più o in meno insomma (ride ndr).

Marco: Diciamo che ognuno di noi ha portato il proprio entusiasmo e la propria esperienza all’interno dell’azienda. Soprattutto entusiasmo. E dieci anni dopo ce n’è ancora tanto!

R: Parliamo dei nomi dei vostri vini: Anima, Macaria, Masilè, Venanzia. Nomi di fantasia oppure…?

vini la masera

A: No, nomi di fantasia uno solo, che poi non è nemmeno di fantasia alla fine. Quello venuto fuori dopo aver bevuto tanto Champagne è “Masilè”. Ti racconto: eravamo nella Champagne per capire come fare il nostro spumante metodo classico; in seguito a cena abbiamo cominciato a bere e a discutere su come chiamarlo. Marco, appassionato di Francia, e di donne francesi (ridono, ndr) allora ha tirato fuori questa cosa: La Masera c’è > Masera il est > Masilè!
Venanzia invece è il nostro primo terreno impiantato e come località regionale di campagna il nostro paese è la zona della Venanzia. Da qui il nome che prende anche il nostro passito, primo vino su cui noi avevamo improntato questo sogno.
Macaria prende anch’esso il nome da un’altra vigna, così denominata nella suddivisione dei territori campagnoli e che ci fornisce appunto l’uva per il “Macaria”.
“Anima” invece ancora deriva da un’altra bella serata fatta con gli amici del gruppo celtico che sono a Settimo Rottaro. Stavamo cercando un nome per il nostro Erbaluce, vino che conoscevano già i romani, quindi chiedendo loro se avevano fatto qualche studio maggiore sul periodo storico, ci dissero che i romani chiamavano l’Erbaluce “a_Nemea Gemella” (presumibilmente con riferimento alla città di Nemea in Grecia, ndr), poi diventato “Anima Gemella”. Da qui abbiamo derivato “Anima” che ci piaceva sia per il collegamento storico sia per il sentimentalismo del termine, perché noi nel fare vino ci mettiamo l’anima e quindi ben si addiceva come nome a questo che è il nostro vino più rappresentativo.


R: Parecchi eventi ogni anno vedono la partecipazione di “La Masera”. Perché partecipate e quale ritorno vi aspettate dalla partecipazione a queste manifestazioni?

A: Sicuramente se si sta soltanto in cantina si perde un aspetto importante del nostro lavoro, sebbene spesso siano i clienti stessi a chiamarci per avere il nostro vino. Ci piace andare in giro a promuovere i nostri vini, selezionando gli avvenimenti che pensiamo abbiano maggior risalto anche qualitativo in relazione a quello che pensiamo di produrre; infatti in questo tipo di avvenimenti c’è afflusso di eno-appassionati, con cui ci piace confrontarci e parlare del vino. Partecipiamo anche e soprattutto per raccontarci e far parlare dei nostri vini.

R: L’annata 2017 sembra essere stata caratterizzata da siccità, gelate improvvise e una conseguente resa bassa un po’ ovunque. Cosa ci riserva l’Erbaluce 2017?

A: Potrebbe anche essere un’annata molto interessante dal punto di vista qualitativo, nonostante le mille difficoltà che dal punto di vista quantitativo ci porteranno ad una produzione inferiore. Concentrandosi sulla qualità, l’uva che abbiamo portato in cantina era un’ottima uva da un punto di vista proprio di sanità del grappolo. Verso dicembre dagli assaggi inizieremo a capire se dietro a profumi, che oggi promettono molto bene, inizia a generarsi anche quel corpo strutturale che solitamente si trova nei nostri vini, poi bisognerà aspettare per quelle sfaccettature di gusto che solitamente vengono nel tempo…Tendenzialmente però siamo fiduciosi a livello di qualità e sensazioni che sia una bella annata.


R: Le prime produzioni le assaggeremo a marzo?

A: Mah. A marzo li assaggeremo ancora sempre in botte. Noi quest’anno l’annata 2016 l’abbiamo messa in commercio a partire da luglio per esempio. L’Erbaluce è un vino che ha bisogno di maturare, per cui non abbiamo fretta di uscire con l’annata nuova a meno che finissimo totalmente l’annata vecchia ma abbiamo visto che fino a giugno-luglio dovremmo arrivarci.

M: Inoltre nel 2018 avremo il nostro Masilè Pas Dosè. Perché noi dove abbiamo già 9 vini su 22.000 bottiglie, invece di toglierne ne aggiungeremo un altro, appunto il Pas Dosè. Penso che usciremo con un 36 mesi, annata 2014.

A: È un altro esperimento è per quello che noi abbiamo tanti vini, perché sperimentiamo. Poi essendo tanti soci, che non portiamo in dote tanti ettari (ironico, riferendosi alla battura precedente, ndr), a ognuno piace un vino diverso, quindi noi li tentiamo tutti!

R: Giunti al 2017, è la vostra decima vendemmia (2007 prima vendemmia, ndr). Vi ritenete soddisfatti?

A: Siamo sì soddisfatti, ma rimaniamo pieni di entusiasmo come diceva anche Marco, tanto che vogliamo sempre crescere. Andiamo “in perlustrazione” anche in altre zone d’Italia dove si fa vino per imparare cosa fanno gli altri e aggiungere sempre qualcosina di nuovo alla nostra esperienza e alla nostra conoscenza del vino.

M: Quest’anno, come novità, abbiamo imbottigliato 100 magnum da lasciare sui lieviti 100 mesi.

banco con soci la masera

R: 100 mesi! Quindi quando li assaggeremo?

M: In realtà ne abbiamo imbottigliati 140, per arrivare a 100. Il risultato finale lo vedremo nei calici fra otto anni.

A: Quindi ci ritroveremo nel 2025

M: (ridendo) Siamo dei ragazzi, il tempo non ci manca! L’altro giorno c’era un enologo che diceva che ognuno di noi dura 60 o 70 vendemmie. Noi siamo solo a 10!

A: Ne abbiamo ancora da fare!

Ringraziando Alessandro e Marco per la disponibilità, e sorseggiando un calice di Masilè auguriamo loro, con una piccola variazione ad un detto popolare, “cento di queste vendemmie”!

Noi invece vi aspettiamo su www.VinoNpertutti.it con i fantastici vini de “La Masera”.

                    ANIMA       MACARIA       VENANZIA passito di Erbaluce       MASILÉ Spumante                                   

Tags: Erbaluce

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