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I Bianchi

Scorrendo la cartina dei vini pregiati bianchi italiani, da Nord a Sud si incontrano eccellenze che hanno varcato i confini nazionali, portando il nome dell’enologia nostrana ad altissimi livelli.

La storia ci racconta che il vino bianco pare esista da almeno 2500 anni, nato in tempi antichissimi in Oriente, in quella che per spesso viene definita “la culla della civiltà”,  fu poi attraverso Greci e Fenici che il vino fece la sua comparsa in Europa.

I vini bianchi si differenziano dai vini rossi per le caratteristiche (il colore dell’uva) e lo svolgimento del processo di vinificazione, cioè quel processo che consente all’uva di trasformarsi in vino. Nella vinificazione di uve bianche, a differenza di quella di uve rosse, non c’è contatto tra vinacce e mosto in trasformazione (processo di macerazione), naturalmente si possono produrre vini bianchi anche utilizzando uve rosse, basta effettuare la sgrondatura, che consiste nell’eliminazione delle bucce, le quali contengono la maggior parte delle sostanze pigmentanti.

Aromi e caratteristiche dei vini bianchi dipendono da diversi fattori, i primi in base alla varietà dell’uva e il suo grado di maturazione alla vendemmia,  tipo e zone di allevamento delle viti, questi influenzano le seconde. Vini bianchi prodotti con uve acerbe esprimono in genere aromi vegetali, mentre quelli prodotti con uve più mature esprimeranno aromi di fiori e frutta, le uve giunte a piena maturazione, esprimeranno aromi più complessi come miele. I vini bianchi giovani sono caratterizzati da aromi di fiori bianchi (come il biancospino) e la frutta a polpa bianca (pera, mela), nei bianchi giovani ma dal carattere più complesso troviamo inoltre i fiori gialli (acacia, ginestra) e frutta a polpa gialla (pesca, albicocca, nespola) e, talvolta, altri frutti come la nocciola e la mandorla. I bianchi maturi sono caratterizzati da fiori secchi, miele, frutta secca e tostata.

Le principali colorazioni e sfumature dei vini bianchi sono Giallo Pallido/Verdolino - Giallo Paglierino - Giallo Oro - In questa evoluzione di colori, i vini bianchi mostrano in gioventù colori giallo tenue, talvolta quasi incolore, con evidenti sfumature verdi, per poi passare al giallo limone, paglierino, oro, ambra e, infine, al marrone o ambra carico. Ultimamente gli intenditori stanno rivalutando la capacità del vino bianco di “stagionare” proprio come accade per il vino rosso. Esistono quindi oggi alcuni tipi di vino bianco particolarmente longevi, ottenuti da una vinificazione complessa e sempre più perfezionata, possiamo quindi affermare che i vini bianchi vanno consumati entro due o tre anni dalla vendemmia, non è sempre corretto, anzi…… su “ vinoNpertutti ” potete trovarne alcuni veramente “ stagionati “ che vi stupiranno così come hanno fatto con noi.

Gli aromi nei vini bianchi esplodono sovente anche nel cosiddetto aromatico, cioè l'aroma tipicamente dell'uva (profumi primari) , prerogativa praticamente esclusiva delle uve aromatiche o semi-aromatiche, questo è facilmente percepibile nelle uve Moscato Bianco e Gewürztraminer, è così forte ed evidente che è praticamente impossibile non notarlo.  I vitigni aromatici bianchi sono sostanzialmente i Moscati, alcune Malvasie,, il Traminer aromatico o Gewurztraminer, tra i rossi troviamo il Brachetto.  I vitigni semiaromatici che posseggono profumi primari in misura meno significativa rispetto ai precedenti, esempio ne sono tra quelli a bacca bianca, il Sauvignon, il Riesling, il Prosecco, lo Chardonnay, il Kerner, il Sylvaner, e a bacca rossa come il Cabernet Sauvignon, il Merlot e il Cabernet Franc.

A questo punto non resta che scoprirli, noi di “ vinoNpertutti “ce la mettiamo tutta per scovarne di particolari e semisconosciuti da condividere con Voi.

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